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Quando portare un bambino dallo psicomotricista? 7 segnali da non ignorare

Non serve un problema grave per chiedere un parere. Ecco sette situazioni concrete in cui una valutazione psicomotoria può fare la differenza.

LS
Dott. Leonardo Spinosa
Psicomotricista Funzionale · Putignano
7 min di lettura

"Vediamo se con il tempo passa." È la frase che sento più spesso da genitori che, mesi o anni dopo, avrebbero voluto muoversi prima. Chiedere il parere di uno psicomotricista non significa drammatizzare né "etichettare" tuo figlio: significa capire meglio, e sapere se e come sostenerlo.

Ecco sette segnali che, soprattutto se presenti insieme e in modo costante, meritano un'osservazione più attenta.

1. Fatica a stare attento e a concentrarsi

Salta da un'attività all'altra, non porta a termine ciò che inizia, sembra "sulle nuvole" anche quando gli parli. Quando la distrazione è costante e pesa sull'apprendimento, vale la pena approfondire: come racconto nell'articolo sui disturbi dell'attenzione, spesso l'attenzione va sostenuta a partire dal corpo.

2. È goffo, cade spesso, evita i giochi di movimento

Inciampa, urta gli oggetti, rifugge palla, bici e attività motorie. Dietro la goffaggine c'è quasi sempre uno schema corporeo ancora immaturo, che è utile aiutare a costruire.

3. Ha difficoltà con la scrittura e l'organizzazione sul foglio

Impugna male la matita, scrive a fatica, non rispetta righe e spazi, si disorienta nella pagina. La scrittura è un gesto motorio complesso: se le basi di coordinazione e organizzazione spaziale non sono mature, la difficoltà si vede subito.

4. È molto timido o fatica a stare con gli altri

Si isola, non si espone, va in ansia nelle situazioni di gruppo. Quando la timidezza limita il bambino o lo fa soffrire, il gioco psicomotorio può aiutarlo a costruire fiducia ed espressione.

5. Gestisce con difficoltà le emozioni e la frustrazione

Si arrabbia oltre misura, fatica a tollerare gli errori o le attese, "esplode" per piccole cose. Le difficoltà psico-affettive passano dal corpo, e dal corpo possono essere accompagnate verso una maggiore regolazione.

6. Ha un ritardo o un'incertezza nello sviluppo motorio

Ha raggiunto in ritardo alcune tappe (gattonare, camminare, correre, saltare) o le esegue con evidente insicurezza. Un'osservazione psicomotoria aiuta a leggere il quadro e a sostenere lo sviluppo.

7. La scuola o un altro professionista ha segnalato qualcosa

Le maestre notano difficoltà di attenzione, motricità o relazione; oppure un pediatra, un logopedista o un altro specialista suggerisce un approfondimento. Vale la pena ascoltare queste segnalazioni e trasformarle in un'occasione di conoscenza.

Un segnale isolato non è un allarme

Ogni bambino ha i suoi tempi. Un singolo comportamento, ogni tanto, rientra nella normalità. È la costanza e la combinazione di più segnali, nel tempo, a suggerire che un confronto può essere utile.

Cosa succede a un primo colloquio

Il primo passo non è un "esame" e non è un giudizio. È un colloquio in cui ascolto la storia e le preoccupazioni della famiglia, seguito da un'osservazione del bambino attraverso il gioco e il movimento. Da lì capiamo insieme se e come procedere, con un progetto costruito su misura. Nessuna diagnosi affrettata, nessuna pressione: solo maggiore chiarezza.

Domande frequenti

Serve una diagnosi o l'invio di un medico?
No. Un genitore può chiedere direttamente un colloquio conoscitivo. Se emergono elementi da approfondire in ambito sanitario, lo si indica e si collabora con gli altri professionisti.
A che età conviene fare una valutazione?
Non c'è un'età giusta: si può intervenire già dalla scuola dell'infanzia e in tutto il percorso scolastico. In generale, prima si osserva e si sostiene lo sviluppo, più il lavoro è semplice ed efficace.

Se anche solo uno di questi segnali ti ha fatto pensare a tuo figlio, non aspettare che "passi da solo". Un colloquio conoscitivo, senza impegno, è il modo più sereno per capire. Scopri le aree di intervento o scrivimi direttamente.

LS
L'autore

Dott. Leonardo Spinosa

Psicomotricista funzionale formato alla Scuola Jean Le Boulch, educatore professionale socio-pedagogico ed esperto in teatroterapia. Consigliere Regionale APEI 2021/2024. Riceve a Putignano (BA) e segue le famiglie di tutta la Valle d'Itria.

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