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Coordinazione

Bambino goffo e poco coordinato: cosa ci dice il movimento

Cade spesso, scrive a fatica, non ama i giochi di movimento. Dietro la "goffaggine" c'è quasi sempre uno schema corporeo ancora da costruire.

LS
Dott. Leonardo Spinosa
Psicomotricista Funzionale · Putignano
6 min di lettura

Inciampa nei propri piedi, urta gli spigoli, tiene la matita in modo scomodo, evita la palla e la bicicletta. "È un po' goffo", diciamo. Ma "goffo" non è un giudizio sul bambino: è un segnale che parla di come sta organizzando il proprio corpo e il proprio movimento.

Capirlo cambia tutto. Perché la coordinazione motoria non è un dettaglio estetico: è una delle fondamenta su cui poggiano la scrittura, l'attenzione e persino la fiducia in sé.

Che cos'è davvero la coordinazione

Quando parliamo di coordinazione, in realtà parliamo di più competenze che lavorano insieme:

  • Coordinazione dinamica generale: correre, saltare, arrampicarsi in modo armonico.
  • Coordinazione oculo-manuale: far dialogare occhio e mano — indispensabile per scrivere, disegnare, allacciarsi le scarpe.
  • Equilibrio: la base silenziosa di ogni movimento controllato.
  • Dissociazione dei movimenti: muovere una parte del corpo tenendone ferma un'altra.
  • Schema corporeo: la mappa interna che il bambino ha del proprio corpo nello spazio.

Perché conta più di quanto sembri

Lo schema corporeo e l'organizzazione visuo-spaziale sono le fondamenta invisibili di competenze molto "scolastiche". La percezione propriocettiva (sentire il proprio corpo dall'interno) ed esterocettiva (percepire ciò che sta fuori) danno al bambino le coordinate per orientarsi sul foglio, seguire le righe, gestire lo spazio tra le lettere. Un bambino che fatica a concentrarsi spesso ha, alla base, proprio un'organizzazione corporea ancora incerta.

Dal corpo al quaderno

La scrittura è un gesto motorio fine, tra i più complessi che chiediamo a un bambino. Se le basi — equilibrio, dissociazione, coordinazione occhio-mano — non sono mature, la fatica si vede subito sul quaderno.

I segnali da osservare

  • Cade e inciampa più dei coetanei, sembra "impacciato".
  • Evita giochi di movimento, sport, andare in bici.
  • Impugna male la matita, la scrittura è faticosa o irregolare.
  • Fatica a vestirsi, allacciare, usare le posate.
  • Si stanca in fretta nelle attività manuali.

"La capacità di pensare e quindi di astrarre è strettamente basata sul funzionamento degli apparati sensorimotori del cervello."

Come lavora la psicomotricità funzionale

Nel mio studio non "correggo" la goffaggine con esercizi ripetitivi. Attraverso il gioco e il movimento accompagno il bambino a costruire, un passo alla volta, le competenze che gli mancano: percorsi motori per l'equilibrio e la coordinazione dinamica, attività ritmiche per la dissociazione, giochi occhio-mano, esperienze che rendono più chiara la mappa del corpo nello spazio.

È un lavoro di prevenzione e recupero, sempre costruito sul singolo bambino. E poiché tutto è vissuto come gioco, il bambino non percepisce la fatica: percepisce il piacere di riuscire, e con esso torna la fiducia. Questo lavoro sostiene direttamente anche l'apprendimento.

Domande frequenti

La goffaggine passa da sola crescendo?
A volte sì, con la maturazione naturale. Ma quando la difficoltà è marcata e persistente, e pesa sulla scrittura o sull'autostima, un supporto psicomotorio precoce aiuta a costruire basi solide invece di aggirare l'ostacolo.
La difficoltà di coordinazione c'entra con la disprassia?
La disprassia è una condizione specifica che va valutata da professionisti sanitari. La psicomotricità funzionale non fa diagnosi: lavora sulle competenze motorie di base e si integra con eventuali percorsi clinici.

Se riconosci tuo figlio in questa descrizione, un colloquio e un'osservazione psicomotoria aiutano a capire da dove partire. Scopri le aree di intervento o scrivimi per un primo confronto.

LS
L'autore

Dott. Leonardo Spinosa

Psicomotricista funzionale formato alla Scuola Jean Le Boulch, educatore professionale socio-pedagogico ed esperto in teatroterapia. Consigliere Regionale APEI 2021/2024. Riceve a Putignano (BA) e segue le famiglie di tutta la Valle d'Itria.

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