Mio figlio non riesce a stare attento: quando è un disturbo dell'attenzione
Perché l'attenzione parte dal corpo.
Leggi l'articolo →Cade spesso, scrive a fatica, non ama i giochi di movimento. Dietro la "goffaggine" c'è quasi sempre uno schema corporeo ancora da costruire.
Inciampa nei propri piedi, urta gli spigoli, tiene la matita in modo scomodo, evita la palla e la bicicletta. "È un po' goffo", diciamo. Ma "goffo" non è un giudizio sul bambino: è un segnale che parla di come sta organizzando il proprio corpo e il proprio movimento.
Capirlo cambia tutto. Perché la coordinazione motoria non è un dettaglio estetico: è una delle fondamenta su cui poggiano la scrittura, l'attenzione e persino la fiducia in sé.
Quando parliamo di coordinazione, in realtà parliamo di più competenze che lavorano insieme:
Lo schema corporeo e l'organizzazione visuo-spaziale sono le fondamenta invisibili di competenze molto "scolastiche". La percezione propriocettiva (sentire il proprio corpo dall'interno) ed esterocettiva (percepire ciò che sta fuori) danno al bambino le coordinate per orientarsi sul foglio, seguire le righe, gestire lo spazio tra le lettere. Un bambino che fatica a concentrarsi spesso ha, alla base, proprio un'organizzazione corporea ancora incerta.
La scrittura è un gesto motorio fine, tra i più complessi che chiediamo a un bambino. Se le basi — equilibrio, dissociazione, coordinazione occhio-mano — non sono mature, la fatica si vede subito sul quaderno.
"La capacità di pensare e quindi di astrarre è strettamente basata sul funzionamento degli apparati sensorimotori del cervello."
Nel mio studio non "correggo" la goffaggine con esercizi ripetitivi. Attraverso il gioco e il movimento accompagno il bambino a costruire, un passo alla volta, le competenze che gli mancano: percorsi motori per l'equilibrio e la coordinazione dinamica, attività ritmiche per la dissociazione, giochi occhio-mano, esperienze che rendono più chiara la mappa del corpo nello spazio.
È un lavoro di prevenzione e recupero, sempre costruito sul singolo bambino. E poiché tutto è vissuto come gioco, il bambino non percepisce la fatica: percepisce il piacere di riuscire, e con esso torna la fiducia. Questo lavoro sostiene direttamente anche l'apprendimento.
Se riconosci tuo figlio in questa descrizione, un colloquio e un'osservazione psicomotoria aiutano a capire da dove partire. Scopri le aree di intervento o scrivimi per un primo confronto.
Un colloquio conoscitivo, senza impegno, è il modo migliore per capire come sostenere tuo figlio.