Mio figlio non riesce a stare attento: quando è un disturbo dell'attenzione
Perché l'attenzione parte dal corpo.
Leggi l'articolo →Si chiude, non si espone, resta ai margini del gruppo. La timidezza non è un difetto da correggere, ma una porta da aprire con delicatezza.
Non alza mai la mano, gioca volentieri da solo, si irrigidisce quando deve parlare davanti agli altri. Molti genitori mi descrivono un bambino "troppo timido" e si chiedono se ci sia qualcosa da fare. La risposta parte da un cambio di sguardo: la timidezza non è un difetto da raddrizzare, ma un modo di stare al mondo che possiamo accompagnare.
E, come tutto ciò che riguarda il bambino, passa dal corpo prima ancora che dalle parole.
Le emozioni non abitano solo la mente: vivono nel corpo. La timidezza si legge nel tono muscolare che si irrigidisce, nelle spalle che si chiudono, nel respiro corto, nello sguardo che si abbassa. Le difficoltà relazionali e psico-affettive si manifestano così, in un corpo che si fa piccolo per non farsi notare.
Un bambino racconta con il corpo ciò che non riesce a dire con le parole. Ascoltare quel linguaggio — e offrirgli esperienze in cui il corpo si sente sicuro — è spesso la via più diretta per aiutarlo ad aprirsi.
Essere riservati è del tutto sano. Il quadro merita più attenzione quando la timidezza:
Un bambino che impara a fidarsi del proprio corpo impara, poco alla volta, a fidarsi anche degli altri.
Nel mio studio non chiedo a un bambino timido di "sforzarsi di essere più socievole". Gli offro un ambiente sereno in cui il corpo diventa un alleato: attraverso il gioco, il movimento e la relazione, sperimenta di potersi esprimere senza essere giudicato. Ogni piccola conquista — lanciare, chiedere, guidare un gioco, farsi vedere — costruisce un mattoncino di fiducia.
Poiché queste esperienze vengono vissute con piacere e successo, la sicurezza cresce dall'interno, in modo autentico, senza forzature. E si trasferisce fuori dallo studio: a scuola, con gli amici, in famiglia.
Con alcuni bambini e nei gruppi utilizzo anche la teatroterapia: il gioco teatrale permette di indossare panni diversi, dare voce alle emozioni, esplorare la relazione con gli altri in uno spazio protetto. È un modo potente per allenare l'espressione di sé.
Se tuo figlio fatica ad aprirsi e vorresti aiutarlo con delicatezza, un colloquio conoscitivo è il primo passo. Scopri le aree di intervento o scrivimi per parlarne.
Un colloquio conoscitivo, senza impegno, per capire come sostenere la sua fiducia e la sua espressione.