Mio figlio non riesce a stare attento: quando è un disturbo dell'attenzione
Perché l'attenzione parte dal corpo.
Leggi l'articolo →Si impara con la testa? In parte. Le neuroscienze e il metodo Le Boulch raccontano un'altra storia: il pensiero affonda le radici nel corpo.
C'è un'idea molto radicata: per imparare bisogna stare fermi, seduti, concentrati. Il movimento sarebbe una distrazione, quasi il nemico dello studio. La realtà, però, è quasi rovesciata — e conoscerla aiuta i genitori a guardare i propri figli con occhi diversi.
Il legame tra movimento e apprendimento non è una suggestione: è il cuore di una vera pedagogia, quella della psicomotricità funzionale.
Il professor Jean Le Boulch, fondatore della psicomotricità funzionale, l'ha definita pedagogia del movimento. La sua intuizione: la persona è un'unità neuro-psico-fisiologica, in cui corpo, mente ed emozioni non sono scomparti separati ma un unico sistema. Basta guardare un neonato: conosce il mondo toccando, afferrando, spostandosi. Impara muovendosi, molto prima di poter "ragionare".
"La capacità di conoscere e quindi di apprendere, la capacità di pensare e quindi di astrarre, sono strettamente basate sul funzionamento degli apparati sensorimotori del cervello."
Prima si percepisce, poi si conosce, infine si astrae. È una scala che parte sempre dal corpo. Le competenze motorie e percettive — equilibrio, coordinazione, schema corporeo, organizzazione dello spazio e del tempo — sono le stesse su cui poggeranno la lettura, la scrittura, il calcolo.
La lateralità (sapersi orientare tra destra e sinistra) è alla base della lettura e della scrittura. Il senso del ritmo sostiene il calcolo e la lettura fluente. L'organizzazione spaziale aiuta a mettere in ordine numeri, lettere e pensieri sul foglio.
Se un bambino fatica a stare attento o a scrivere, il problema non è quasi mai la pigrizia. Spesso sono le fondamenta motorie e percettive a non essere ancora mature. Sgridarlo o moltiplicare le ore di studio serve a poco: rischia solo di associare l'apprendimento alla frustrazione.
Sostenere le basi corporee, invece, libera energie per imparare. Ecco perché il movimento non va tolto, ma reso di qualità e intenzionale — è un investimento sull'apprendimento, non una perdita di tempo.
Nel mio studio a Putignano propongo percorsi di psicomotricità funzionale in cui ogni gioco ha uno scopo: costruire lateralità, ritmo, organizzazione spazio-temporale, equilibrio. Il bambino gioca; nel frattempo mette le radici di ciò che gli servirà tra i banchi. È prevenzione e, quando serve, recupero.
Vuoi capire come sostenere l'apprendimento di tuo figlio partendo dal movimento? Scopri le aree di intervento o contattami per un colloquio.
Un colloquio conoscitivo aiuta a capire come dare a tuo figlio basi solide per imparare con serenità.